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Con queste basi e con rispetto per il carattere che il marchese Alfonso Corti aveva impresso a questo luogo, Sandra si mette al lavoro per ricostruire l’azienda. Nel corso degli anni la Tenuta è stata quasi totalmente reimpiantata arrivando agli attuali 22 ettari vitati. Parallelamente anche il nucleo originario di vinificazione è stato affiancato dalla nuova cantina di mille metri quadri progettata dall’architetto Lorenzo Berni che con grande sapienza è riuscito a coniugare le due realtà.
Corvino San Quirico diventa un piccolo mondo fantastico: ottimo vino, frutteti, polli, cavalli, roseti e una campagna generosa che sprigiona vita e bellezza. I prodotti di prima qualità che qui crescono non sono che una naturale conseguenza di un luogo apprezzato e riconosciuto dai nuovi proprietari.
“Emozionanti conferme”, “aria nuova” “eleganza e personalità” sono attributi scelti da enologi e critici per descrivere i vini, ma definiscono altrettanto bene lo spirito del posto e di chi l’abita. Sul filo del 45° parallelo, i 22 ettari di Mazzolino diventano culla di una cultura che valorizza pienamente il carattere della zona, un tempo parte dell’Antico Piemonte, restituendogli un profondo legame con la Francia, che in questa terra e nella famiglia Braggiotti ha forti radici.
L’intuizione del dr. Enrico Braggiotti che ha posto le basi ai successi di Mazzolino è stata confermata anche da Giacomo Bologna, mito intramontabile e grande signore dei vini. “Dovete vinificarlo in rosso” è stato il suo suggerimento, in questa regione dove il pinot nero veniva vinificato quasi solamente in bianco era una grande sfida. Per avviare questa nuova avventura Giacomo Bologna raccomanda alla Famiglia Braggiotti l’enologo piemontese Giancarlo Scaglione che se ne occupa in questa prima fase.
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